La scienza ha questi limiti: Dio, i santi e i miracoli

Il fascino della nostra esistenza sta nella simbiosi tra sfera trascendentale e sfera immanentistica del nostro essere

I miracoli sono o no credibili per la Scienza? Non si tratta solo della Madonna di Medjugorje. Ci sono i miracoli della Madonna di Fatima, quelli di Padre Pio, di San Gennaro, di Sant’Antonio, di San Francesco e di tanti altri Santi.

Illudersi che si possa riprodurre con metodi scientifici la realtà di un miracolo, equivale a illudersi di potere scoprire l’esistenza scientifica di Dio. Se fosse possibile arrivare a una comprensione logico-rigorosa del miracolo, dovrebbe essere altrettanto possibile arrivare al «Teorema Dio».

Né la Matematica né la Scienza potranno mai scoprire Dio. Vediamo perché. Se fosse la Scienza a scoprirlo, non potrebbe essere fatto che di Scienza e basta. Se fosse la Matematica ad arrivare al «Teorema di Dio», il Creatore del Mondo non potrebbe che essere fatto di Matematica e basta. Sarebbe poca cosa. Noi credenti vogliamo che Dio sia tutto: non soltanto una parte del tutto.

Il fascino della nostra esistenza sta nella simbiosi tra sfera trascendentale e sfera immanentistica del nostro essere. Nella sfera immanentistica esistono fenomeni riproducibili, che noi sappiamo descrivere in modo rigoroso usando la matematica. Ad essi si dà il nome di scoperte scientifiche. Non possiamo però pretendere che le scoperte scientifiche esauriscano tutto ciò che esiste nell’Immanente. Ci sono infatti fenomeni non riproducibili. Avvengono una sola volta e non possono essere descritti da formule matematiche. Questi fenomeni sono i miracoli. La loro origine non può essere nella sfera immanentistica della nostra esistenza. A fare i miracoli non possono che essere i Santi.

I Santi operano nella sfera trascendentale della nostra esistenza. Noi scienziati operiamo nella sfera immanentistica della nostra esistenza. Le due sfere non hanno le stesse strutture. Nella sfera dell’immanente esistono sette componenti di cui una è il Tempo. Nella sfera trascendentale non possono esserci le stesse componenti, quindi niente Tempo. È un errore pretendere che la sfera trascendentale debba essere come quella che noi studiamo nei nostri laboratori.

Non bisogna confondere le due sfere. Esempio. Quando, fra cinque miliardi di anni, il Sole che è una candela a fusione nucleare si spegnerà, la sfera trascendentale della nostra esistenza sarà esattamente com’è adesso. In essa infatti non esiste il Tempo.

Se le due logiche fossero identiche non potrebbero esistere i miracoli, ma solo, e soltanto, le scoperte scientifiche. Se così fosse le due sfere dell’Immanente e del Trascendente sarebbero la stessa cosa. È quello che pretendono coloro che negano l’esistenza del Trascendente, come fa la cultura atea. Non è un dettaglio da poco. I miracoli sono la prova che la nostra esistenza non si esaurisce nell’Immanente. Ma c’è di più.

Le scoperte scientifiche sono la prova che non siamo figli del caos, ma di una logica rigorosa. Se c’è una Logica ci deve essere un Autore. La Scienza dice San Giovanni Paolo II nasce nell’Immanente, ma porta l’uomo verso il Trascendente. E, infatti, Autore della Scienza è un’intelligenza di gran lunga superiore alla nostra. Ecco perché le grandi scoperte sono tutte venute, non migliorando i calcoli e le misure ma dal «totalmente inatteso». Nessuno aveva saputo immaginare la natura «complessa» di quella cosa di cui siamo fatti e in cui viviamo: lo Spazio-Tempo. Se lo Spazio è reale il Tempo deve essere immaginario (ne abbiamo parlato su queste colonne). La Radioattività non era stata prevista da alcuna teoria; eppure in essa c’era la sorgente di una nuova forza fondamentale della Natura. Forza, la quale agisce da valvola di sicurezza che permette alle Stelle di brillare per miliardi di anni con estrema regolarità, senza mai spegnersi né saltare in aria. Nessuno aveva saputo prevedere che l’ultimo pezzettino (il «nucleone») di cui è fatta la materia a noi familiare (pietre, aria, piante) non si può rompere, nonostante abbia dentro una miriade di altre cose cui si dà il nome di Universo Subnucleare. Nessuno aveva saputo prevedere l’esistenza delle «cariche» dette di «sapore subnucleare». Queste cariche garantiscono la stabilità della materia: se un pezzo di pane, o un bicchiere d’acqua non si trasformano in energia, producendo disastri peggio di cento Hiroshima, lo dobbiamo alle cariche dette di «sapore subnucleare». Se Colui che ha fatto il mondo si fosse distratto dimenticando di crearle, non potremmo essere qui a discuterne.

Il più grande dei miracoli, amava dire Eugene Wigner (gigante della Scienza), è che esiste la Scienza.

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