C’è un nuovo seminarista, è un neuroscienziato dell’Università di Yale

seminario neuroscienziatoDallo studio delle neuroscienze alla dedizione totale a Cristo. E’ stata questa la decisione del neuroscienziato portoricano Jaime Maldonado-Aviles, docente presso la celebre Yale University, dove ha insegnato e fatto ricerca nella divisione di psichiatria molecolare (autore di studi pubblicati anche dalla rivista Nature).

Ne hanno parlato i media americani pochi giorni fa, raccontando la storia del nuovo seminarista del Theological College presso la Catholic University di Washington. Dopo aver vinto prestigiose borse di studio dal National Institutes of Health, a 37 anni lo studioso ha sentito la chiamata alla vocazione, troppo potente per essere ignorata. Ha così lasciato la carriera ed il laboratorio di ricerca: «Questa costante intuizione», ha dichiarato Maldonado-Aviles, «che forse ero stato chiamato a servire il mondo in un modo diverso, era sempre più frequente». Ha così obbedito alla chiamata, trovando in seminario molti dei suoi compagni di classe del college, tra cui un dottorato in chimica e uno scienziato delle nanotecnologie. Ora lo aspettano due anni di filosofia e quattro di teologia.

Il card. Donald Wuerl, arcivescovo di Washington, ha spiegato che è alto il numero di studenti universitari in discipline scientifiche che decidono di diventare sacerdoti: «cercano Dio dopo aver trovato la scienza». Ken Watts del Pope St. John XXIII Seminary ha raccontato di aver accompagnato al sacerdozio diversi scienziati: «quando le questioni morali ruotano attorno alle aree medico-scientifiche, è certamente utile avere persone che capiscono perfettamente di cosa si parla così da chiarire davanti all’opinione pubblica il pensiero della Chiesa».

«Non direi che sto facendo più sacrifici di chiunque viva un matrimonio», ha risposto l’ex neuroscienziato in una intervista. «Dio mi chiama ad essere sacerdote, sarà Lui a darmi i carismi che mi aiuteranno». Si è stupito di trovare alcuni colleghi della Yale University riempire i banchi della Messa cattolica. «La complessità e, tuttavia, l’ordine con cui le cose funzionano nel nostro corpo e nel nostro cervello, ti fa pensare che ci sia più di una semplice casualità», ha spiegato. Ci sono stati comunque dei momenti difficili, ad esempio ha realizzato che la ricerca sulla corteccia umana viene condotta su embrioni umani abortiti in Europa. «Avrei mai compromesso la mia fede sotto la pressione per il successo?», si è chiesto.

Alla Catholic University ha frequentato un simposio sull’enciclica Laudato Sii di Papa Francesco, in quanto interessato all’integrazione tra scienza, tecnologia e teologia nella ricerca della verità, volendo rispondere alla chiamata del Papa nella cura della creazione. «La teologia deve imparare dalla scienza. Siamo informati su come funziona la vita. Ma la scienza deve anche imparare dalla teologia», ha detto Maldonado-Aviles dirigendosi verso il suo seminario dove vive, prega e si forma come missionario di una fede che soddisfa pienamente la ragione umana.

La redazione

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